Violenza ostetrica: cosa significa davvero e perché se ne parla in questi giorni

Di Dott.ssa Stampini – Ginecologa e divulgatrice

Negli ultimi giorni si sta parlando molto di violenza ostetrica. Il motivo? Il Portogallo ha appena approvato una legge storica che la riconosce come reato penale, ponendosi come primo Paese europeo a tutelare in modo chiaro e diretto le persone che partoriscono.

Un passo rivoluzionario, che sta facendo discutere e riflettere anche in Italia. Ma che cos’è esattamente la violenza ostetrica? E cosa significa per chi lavora nel mondo della salute riproduttiva come me?

Che cos’è la violenza ostetrica

Per violenza ostetrica si intende ogni forma di abuso, maltrattamento, umiliazione o intervento non consensuale che una persona può subire durante la gravidanza, il travaglio, il parto o il post-parto. Può essere fisica, verbale, psicologica o istituzionale.

Secondo la definizione della nuova legge n. 33/2025 del Portogallo, si parla di violenza ostetrica quando un operatore sanitario:

  • limita l’autonomia della persona,
  • pratica manovre o trattamenti senza consenso,
  • provoca danni fisici o psicologici,
  • adotta comportamenti disumanizzanti o degradanti.

Esempi concreti di violenza ostetrica

  • Episiotomie eseguite senza consenso o spiegazione
  • Imposizione della posizione litotomica durante il parto
  • Manovre pericolose come la Kristeller
  • Esclusione del partner dalla sala parto
  • Frasi umilianti: “non sei collaborativa”, “non urlare”
  • Svalutazione delle emozioni e delle richieste della persona partoriente

La mia esperienza come ginecologa

Ho lavorato per anni in ospedale e in sala parto. E, con dolore, ho assistito anche io a episodi che oggi riconosco come violenza ostetrica.

Pazienti sgridate, sensazioni derise, episiotomie praticate senza neanche informare. Ho visto medici ridacchiare se una donna esprimeva dubbi o proponeva approcci diversi. Non ho mai visto padri cacciati nella mia esperienza diretta, ma so bene che succede altrove.

Queste esperienze mi hanno spinta a scegliere un altro modo di fare ginecologia. Oggi nel mio studio accolgo ogni persona con ascolto e attenzione.

Esiste una legge contro la violenza ostetrica in Italia?

No, in Italia la violenza ostetrica non è ancora riconosciuta come reato. Esistono normative generali sul consenso informato, ma nella realtà non sono sempre rispettate.

Molti professionisti evitano il tema. Ma negare non risolve. Parlarne è l’unico modo per cambiare le cose.

Violenza perinatale: un’altra forma di abuso

La violenza perinatale avviene nel post-parto, spesso nei reparti pediatrici o neonatologici. Colpisce soprattutto le madri, svalutandone capacità e sensibilità.

Esempi:

  • “Lei non ha latte, dia il biberon e smetta di insistere”
  • “È troppo ansiosa, danneggia il bambino”
  • “Così non sarà mai una buona madre”

Parole che feriscono, che lasciano cicatrici invisibili e che alimentano senso di inadeguatezza, solitudine e depressione post-partum.

Serve davvero una legge per garantire rispetto?

Sì, forse sì. Perché quando il rispetto non è la norma, servono regole a proteggerlo.

Una legge non è un’accusa, ma un riconoscimento. È dire: “Questo non deve più succedere”.

Cosa possiamo fare per cambiare

  • Parlare, anche se è difficile
  • Ascoltare le testimonianze senza giudicare
  • Formare operatori alla relazione, non solo alla tecnica
  • Sostenere chi denuncia, senza minimizzare

Prepararsi al parto per riconoscere e prevenire la violenza ostetrica

Una delle armi più potenti contro la violenza ostetrica è la consapevolezza. Arrivare al parto informate, preparate e consapevoli dei propri diritti aiuta a riconoscere situazioni inadeguate, a chiedere spiegazioni e a sentirsi meno spaesate se qualcosa non va come previsto.

Nel mio videocorso di preparazione alla nascita dedico molto spazio proprio a questo: non solo a come si svolge un travaglio fisiologico, ma anche a cosa può accadere quando il parto prende una direzione inattesa. Conoscere le possibili manovre, gli interventi, i propri diritti e i margini di scelta è fondamentale per non sentirsi tradite o sopraffatte nel momento più delicato.

Nel corso troverai un capitolo intero dedicato agli eventi avversi e a come affrontarli in modo informato, così da poter mantenere il centro anche in un contesto ospedaliero e pretendere rispetto sempre, anche quando è necessario un aiuto medico.

Scopri qui il videocorso di preparazione alla nascita oppure vai al link in bio su Instagram per saperne di più.

Conclusione

Parlare di violenza ostetrica e perinatale non è una moda. È un’urgenza. Un bisogno. Un atto di cura verso il futuro.

Se anche tu hai vissuto qualcosa di simile, non sei solə. Parliamone. Ascoltiamoci. Cambiamo insieme.

Autrice: Dott.ssa Stampini – Ginecologa, divulgatrice, madre

Seguimi su Instagram: @Viviginecologa

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