Tutto quello che devi sapere sul cancro ovarico: sintomi, diagnosi e prevenzione

Bianca Balti cammina dopo il suo intervento chirurgo per tumore ovarico

Recentemente, la storia di Bianca Balti ha toccato profondamente molte di noi. La modella, madre di due figlie, ha condiviso pubblicamente la sua esperienza con il cancro ovarico al terzo stadio a soli quarant’anni. Un evento che ci ha scosso e ci ha fatto riflettere. Purtroppo, è spesso solo quando una persona famosa si ammala che una malattia riceve l’attenzione che merita. Ma questo ci porta a una domanda fondamentale: come posso sapere se anch’io rischio di ammalarmi di cancro ovarico?

Il cancro ovarico è una malattia insidiosa, che spesso non mostra sintomi evidenti nelle sue fasi iniziali. Ecco perché è essenziale conoscerne i segnali, i fattori di rischio e le possibilità di prevenzione. In questo articolo cercheremo di capire meglio cosa sia il cancro ovarico, come si manifesta e cosa possiamo fare per proteggere la nostra salute.

Cos’è il cancro ovarico?

Il cancro ovarico si sviluppa quando le cellule delle ovaie iniziano a crescere e a riprodursi in modo incontrollato, formando una massa o tumore. Le ovaie, che fanno parte del nostro sistema riproduttivo, rilasciano un ovulo una volta al mese durante il ciclo mestruale, e sono quindi caratterizzate da una notevole attività cellulare. Questo processo di crescita e divisione delle cellule, se alterato, può portare alla formazione di cellule tumorali. Le cellule tumorali ovariche hanno la tendenza a essere particolarmente invasive, ossia capaci di diffondersi rapidamente ai tessuti circostanti e ad altri organi dell’addome.

Sebbene il cancro ovarico sia più comune tra le donne di età compresa tra i 50 e i 65 anni, può colpire a qualsiasi età. In alcuni casi, questa malattia può avere una componente genetica, e si può osservare una maggiore incidenza in famiglie che hanno già avuto casi di cancro ovarico o altri tipi di tumori, come il cancro al seno. Alcune mutazioni genetiche specifiche, come quelle nei geni BRCA1 e BRCA2, aumentano significativamente il rischio di sviluppare il cancro ovarico. Le donne che presentano queste mutazioni hanno fino al 40% di probabilità di sviluppare la malattia nel corso della loro vita, rispetto a un rischio del 1-2% nella popolazione generale.

Inoltre, esistono sindromi genetiche associate a un rischio più elevato di cancro ovarico, come la sindrome di Lynch, che è legata a mutazioni nei geni che riparano il DNA e predispone a vari tipi di tumore, tra cui quello ovarico.

Come riconoscere i sintomi?

Uno dei motivi per cui il cancro ovarico è così pericoloso è che i suoi sintomi possono essere confusi con disturbi più comuni e meno gravi. Tra questi:

  • Gonfiore addominale con aumento rapido
  • Dolori addominali
  • Difficoltà a mangiare con sensazione di sazietà precoce
  • Bisogno frequente di urinare o urgenza minzionale

Se questi sintomi persistono o peggiorano, è importante parlarne con il proprio medico. Purtroppo, molte donne non avvertono alcun sintomo fino a quando non viene scoperta una massa durante un esame pelvico o un’ecografia fatta per altri motivi. In questi casi, il medico potrebbe ordinare ulteriori accertamenti per verificare la presenza di un tumore ovarico.

Come si diagnostica il cancro ovarico?

Per sospettare o diagnosticare il cancro ovarico si inizia con una ecografia transvaginale, che può essere eseguita nell’ambito di una visita ginecologica di prevenzione oppure in presenza di sintomi.
Tuttavia, è importante sottolineare che se viene riscontrata una cisti ovarica, la probabilità che questa sia un tumore è estremamente bassa. Nella maggior parte dei casi, le cisti ovariche sono benigne. L* ginecolog*, al momento della riscontro di una cisti, utilizza protocolli standardizzati detti “simple rules” per distinguere con un buon margine di sicurezza una cisti benigna da una potenzialmente maligna. Se necessario, potrà consigliare un’ecografia di approfondimento (di II livello) e il test del CA 125 per escludere eventuali dubbi.

Il ruolo della chirurgia nel cancro ovarico

Detto questo, la chirurgia con relativo esami istologico, rimane l’unico modo per confermare con certezza la diagnosi. Durante l’intervento, infatti l* chirurg* rimuove le ovaie e tutti gli altri tessuti sospetti, che vengono poi analizzati al microscopio e viene data una diagnosi di certezza.

Quando si affronta un intervento chirurgico per una massa ovarica sospetta, è importante essere preparati all’eventualità che vengano rimossi diversi organi pelvici, incluso l’utero. Questo perché, per garantire le migliori possibilità di guarigione nel caso di un cancro ovarico, è fondamentale rimuovere completamente la malattia, assicurandosi che non vi siano tracce di tumore all’interno dell’addome. Per questo motivo, l’intervento deve essere quanto più radicale possibile. È essenziale che tali operazioni vengano eseguite da chirurghi altamente specializzati in centri medici di eccellenza, dove l’esperienza e le competenze aumentano le probabilità di successo.

Fattori di rischio e protettivi

La prevenzione del cancro ovarico inizia dalla consapevolezza dei fattori di rischio. L’età avanzata, soprattutto dopo i 50 anni, la storia familiare di cancro ovarico o al seno e non aver avuto gravidanze (nulliparità) sono tutti fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare questa malattia.

Tuttavia, ci sono anche fattori protettivi come l’uso di contraccettivi orali, che riducono il rischio se usati per almeno cinque anni, così come la gravidanza e l’allattamento. Anche interventi chirurgici come l’asportazione delle tube o l’asportazione delle ovaie possono essere soluzioni preventive per chi ha una predisposizione familiare.

Dovrei fare un test genetico?

Molte donne si chiedono se dovrebbero sottoporsi a un test genetico. Il test per le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 è particolarmente rilevante soprattutto per chi ha una storia familiare di cancro ovarico o al seno, o per chi appartiene a gruppi con un rischio genetico più elevato, come le donne di origine ebraica ashkenazita. Prima di fare un test genetico, è importante però parlarne con il proprio medico ed è consigliabile anche un colloquio con un genetista. Questo ti aiuterà a capire se effettivamente il test è necessario per te, cosa potrebbero significare i risultati per te e per la tua famiglia, e quali potrebbero essere i costi associati.

Se pensi che il test genetico possa fare al caso tuo prenota una visita con me. Nel mese di Ottobre è possibile accedere a questi test a prezzi agevolati.

Una riflessione personale

Capisco bene quanto la storia di Bianca Balti possa spaventare. A differenza di noi medici, che studiamo ogni giorno anche le malattie più rare, molte persone non ne sono a conoscenza e soprattutto non si aspettano che anche le giovani possano essere colpite da malattie come il cancro ovarico.
Sebbene questi casi siano più rari e la maggior parte dei tumori colpisca in età avanzata, purtroppo sì, è possibile che una persona giovane si ammali.

Nel mio percorso lavorativo ho visto donne affrontare il cancro ovarico, e una cara amica di mio marito è mancata per questa malattia quando era ancora molto giovane. Anche io, come molte di noi, ne sono stata toccata personalmente, ma è fondamentale restare obiettivi.
La vicenda di Bianca Balti non deve spingerci verso una psicosi collettiva, con la corsa a test genetici non necessari. È importante fare controlli e test solo quando la nostra storia clinica lo richiede. Inoltre, sappiamo che nemmeno controlli ginecologici eccessivamente frequenti e fatti con ansia possono davvero prevenire il cancro ovarico.
Per questo, consiglio sempre di trovare un ginecologo di fiducia, affidarsi a lui o lei, e non saltare gli appuntamenti annuali. In questi incontri è possibile fare il punto della situazione e scoprire se la scienza ha reso disponibili nuovi strumenti o tecnologie per la prevenzione e il benessere generale.

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