Sessualità e disturbi del comportamento alimentare: perché è importante parlarne anche in ambito clinico

Sessualità e DCA: un aspetto trascurato, ma fondamentale nella cura

Quando si parla di disturbi del comportamento alimentare (DCA), si tende a concentrarsi su peso, alimentazione e immagine corporea. Tuttavia, un aspetto spesso trascurato – ma centrale – è la sessualità.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sessualità è una componente essenziale della salute. Eppure, nelle persone con DCA, questo aspetto viene frequentemente messo da parte, oscurato dal conflitto con il corpo, dal bisogno di controllo e da vissuti profondi legati alla vergogna e al trauma.

In questo articolo esploriamo perché è importante integrare anche la sfera sessuale e relazionale nella presa in carico delle persone con disturbi alimentari.

Che cos’è la sessualità secondo l’OMS

La sessualità, per l’OMS, è un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita. Comprende desiderio, piacere, affetto, identità di genere, orientamento, intimità e relazioni.

Non si limita all’atto sessuale, ma tocca il modo in cui viviamo il nostro corpo, come ci relazioniamo agli altri e come ci percepiamo. Eppure, nella clinica dei disturbi alimentari, la sessualità rimane spesso un tabù.

DCA e sessualità: un rapporto complesso

Le persone che soffrono di DCA sviluppano spesso un rapporto conflittuale con il proprio corpo, che diventa oggetto di controllo, giudizio e rifiuto.

In questo contesto, la sessualità può essere vissuta come qualcosa di minaccioso, estraneo o addirittura pericoloso. Molte pazienti riferiscono vissuti di desessualizzazione, evitamento dell’intimità o ipersessualizzazione come risposta a traumi passati.

Anche il ciclo mestruale può essere alterato: l’amenorrea ipotalamica, ad esempio, è una delle espressioni più frequenti della disregolazione ormonale legata alla denutrizione.

Il sistema ipotalamo-ipofisi-gonadi: un asse delicato

Come ginecologa, tengo particolarmente a sottolineare l’importanza del sistema ipotalamo-ipofisi-gonadi, fortemente coinvolto nei DCA.

La perdita o l’irregolarità del ciclo mestruale è uno dei segnali più precoci di squilibrio ormonale. Il corpo percepisce l’ambiente come ostile e non sicuro per la riproduzione: si protegge, spegnendo la funzione ovarica.

Questo ha un impatto non solo sulla fertilità futura, ma anche sull’umore, sull’energia, sulla lubrificazione vaginale e sul desiderio sessuale.

Perché è importante parlarne

Affrontare la sessualità nei DCA è un atto terapeutico. Significa restituire umanità al corpo, riconoscerlo non più solo come “nemico” da controllare, ma come fonte possibile di piacere, tenerezza e connessione.

Integriamo l’intimità e il desiderio in un percorso di cura che vuole essere davvero completo. Non è una questione “secondaria” ma parte della guarigione.

Cosa possono fare i professionisti della salute

È importante che ginecologi, psicologi, nutrizionisti e altri professionisti siano formati per ascoltare senza giudizio anche questo aspetto.

Spesso basta una domanda aperta e rispettosa per creare uno spazio sicuro. Possiamo offrire strumenti per ricollegarsi al proprio corpo in modo graduale: attraverso la consapevolezza corporea, la respirazione, il movimento libero, e – quando la persona è pronta – anche il dialogo sul desiderio e la relazione.

Conclusione

Parlare di sessualità nei disturbi del comportamento alimentare è una scelta di cura integrata. Significa riconoscere il diritto al piacere, alla connessione e alla libertà di sentirsi di nuovo “a casa” nel proprio corpo.

Come professionisti, possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. Se lavori in questo ambito, o se stai attraversando un percorso di guarigione, sappi che non sei solə: la sessualità può tornare a essere una risorsa, non un pericolo.

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